I Cappuccini calabresi venuti a Messina aprirono il loro primo convento siciliano nel 1533. Lo asseriscono i più antichi cronisti editi e inediti dell'Ordine, quali: Bernardino da Colpetrazzo (1579); " Vita di Bernardino Giorgio da Reggio ",Libro I°,n. 333; e le interne Fonti: P.Paolo da Catania (1628 ); P.Bonaventura Seminara da Troina /1683). Concordano: P.Giustino da Patti: " Age contra " ; P.Melchiorre da Pobludura: " Monumenta Historica O.F.M.Cap. Vol.II° - Assisi 1939,pag. 370.
P.Bonaventura da Troina, riportando da P.Paolo da Catania,scrive nella sua Cronistoria: "Circa mezo maggio dell'anno di nostra salute 1533, fu eletto Padre Ministro Provinciale dei Cappuccini in Calabria il sopradetto Padre Fra Ludovico da Reggio, et allora si posero tutti lo capuccio aguzzo in testa cucito,coll'habito lasciando il scapolare colla lunetta. Dopo pochi giorni il suddetto Padre Ludovico Ministro Provinciale pigliandosi in sua compagnia il sopradetto Padre Fra Bernardino s'inviò per la Sicilia; et havendo sbarcati nel porto della nobile, et esemplare Città di Messina, s'accomodarono in una povera Chiesola detta di S.Pelagia sopra il Monastero dei Padri Eremitani di S.Augustino allora fuori delle mura ( Opera cit. Libro I°,pag.7 ).
Passato il periodo di accomodamento presso la chiesetta di S.Pelagia, i Frati pensarono a costruirsi un conventino adatto alle esigenze dell'aumentata famiglia,e fu la seconda dimora dei Cappuccini in Messina.

Divisione in tre provicie (1571)
Nel 1571, a quasi cinquant'anni dalla riforma, i cappuccini ricevevano novizi sia dall'Italia sia dalla Francia, dalla Spagna, dall'Ungheria e da altre parti dell'Europa; avevano più di trecento luoghi e superavano il numero di tremila e trecento." Alcuni anni più tardi, Gircolamo da Dinami, riportando una statistica, riferisce che nel capitolo generale del 1578, i frati erano 3746 (in realtà sarebbero stati 3814).
I cappuccini, arrivati in Sicilia dalla vicina Calabria, fondarono i primi luoghi. A motivo del loro modo di predicare e del loro stile alquanto rigido e austero di vita, i frati cappuccini furono subito molto apprezzati ed accetti al popolo a tal punto che i loro insediamenti si moltiplicarono rapidamente. La diffusione fu così rapida che, a motivo del numero dei conventi, il capitolo generale del 1567 dovette stabilire dei custodi che collaborassero il provinciale nella visita ai frati dal momento che questi ogni anno non poteva assicurare loro due visite. Cosicché Pio V, il 21 novembre 1571, vivae vocis oracolo, decretò per i cappuccini siciliani la divisione in tre custodie. E, durante la celebrazione del capitolo generale del 1573, considerando che era difficile in quelle condizioni assicurare sufficientemente il governo dei frati, si stabilì la divisione in tre province distinte: Messina, Palermo Siracusa. • “Correndo gl’anni di nostra salute per l’Incarnazione del Verbo divino Cristo Gesù redentor e salvator del mondo del 1571,e 28 del mese di maggio,nella festa di Pentecoste,congregandosi il Capitolo provinciale nel convento de’ reverendi padri cappuccini della città di Messina,il regno e isola di Sicilia faceva prima una sola provincia delli conventi di detti padri Cappuccini,in questo Capitolo fu divisa in tre provincie,sicome si divede in tre valli cioè Val Demon,Val di Noto e Val di Mazara.

I cinquanta Conventi costruiti in Sicilia vengono così distribuiti:

Alla Provincia di Messina furono assegnati 17 Conventi:
Messina, Catania, Nicosia, Taormina,Troina, Paternò,Tortorici, Castroreale, Naso, Petralia, Collesano, Mistretta, Patti, Francavilla, Gangi, San Filippo, Gibilmanna.

Alla Provincia di Palermo furono assegnati 18 Conventi:
Alcamo, Bivona, Caltanissetta, Cammarata, Castelvetrano, Castronovo Chiusa Sclafani, Corleone, Girgenti, Licata, Marsala, Monte San Giuliano, Naro, Palermo ,Polizzi, Sciacca, Termini Imerese,Trapani.

Alla Provincia di Siracusa furono assegnati 15 Conventi:
Caltagirone, Castrogiovanni, Chiaramonte, Francofonte, Lentini, Licodia, Mineo, Modica, Noto, Piazza Armerina, Ragusa, Scicli, Siracusa, Sortino, Vizzini. (Cf. LEXICON cap.,1590).