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I mostaccioli di frate Francesco/IV giorno

Novena di Natale ... IV giorno

 

Non v'è vita vera se non è segnata dalle stigmate della Croce. Occorre che quel vaso colmo d’unguento si rompa perché il profumo si spanda e riempia ogni angolo della nostra esistenza. 

Ai piedi del Signore, nell'intimità di una vita completamente consegnata al suo amore, lo spreco apparente della nostra esistenza costituisce, invece, il culmine di un atto eterno d’amore, perché «noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo» (2 Cor 2,15). Frate Francesco, il poverello, ci ricorda, che il Vangelo è una questione tremendamente seria, come è altrettanto serio il mistero dell'Incarnazione che ci prepariamo a gustare nei prossimi giorni, ma noi spesso facciamo una gran fatica a capire questo linguaggio. Molto duro alle volte.

Essere discepolo di Gesù significa avere il coraggio di affidarsi soltanto a Lui, di seguirLo con totale abbandono, senza nessun compromesso. Lui continua a rinnovarci la sua fiducia e il suo sguardo incoraggiante. E ci chiede di fare delle nostre ferite luoghi e occasioni di testimonianza; ci chiede di vivere un'esistenza capace di una "consegna totale" - un abbandono definitivo in Lui, con tutta la nostra umanità ferita ma redenta. Abbiamo bisogno di Lui - è invero negarlo. Abbiamo bisogno di contagiare il mondo; dire concretamente che si può essere felici.

Mi ha sempre colpito quella frase di Caterina da Siena: «Vedo che, per lo tacere, lo mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita». 

Oggi in tanti vogliono deviarci dal Vangelo mediante «torture» psicologiche. Alcuni vorrebbero, quasi, spingerci a rinnegarla questa fede. 

Eppure...?!

Eppure, occorre vivere sapendo che l'amore che si nutre di fedeltà non ha più paura di nulla, neanche della morte! Crescere nella fedeltà è vivere il Vangelo dell’amore, consapevoli che la «fedeltà di Dio è più forte delle nostre fragilità» (2Tim 2,13). Gesù è il sogno di Dio fatto corpo, fatto realtà! Un sogno che ricompone le tue speranze opache e frammentate. Un sogno che ci domanda necessariamente ci chiede di fare una scelta - che è poi la scelta - tra Lui e il mondo, perché è deleterio, è schizofrenico chiamarci «amici del Signore» se poi non siamo capaci di scegliere la parte migliore.

#Stayhuman

 

 

 

Per meditare:

"Bisogna uscire da noi stessi e andare sulle strade dell’uomo per scoprire che le piaghe di Gesù sono visibili ancora oggi sul corpo di tutti quei fratelli che hanno fame, sete, che sono nudi, umiliati, schiavi, che si trovano in carcere e in ospedale. E proprio toccando queste piaghe, accarezzandole, è possibile «adorare il Dio vivo in mezzo a noi»"

(Papa Francesco, mercoledì 3 luglio 2013).