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I mostaccioli di frate Francesco/VIII giorno

Novena di Natale ... VIII giorno

 

Non si era mai udito un Vangelo così divinamente decodificato né un coraggio così semplice ed assoluto. Francesco è speciale in questo.

Francesco ci ricorda che non saremo mai tanto vicini a Dio di quanto siamo vicini ai nostri fratelli e che la misura della nostra comunione con Lui è esattamente la misura del nostro amore per i fratelli. 

Se vuoi essere riconosciuto come "figlio" dal Padre, comincia col divenire "fratello" di tutti i tuoi fratelli. Perché solo il tuo atteggiamento concreto verso gli uomini è la rivelazione della autenticità del tuo amore per Dio.

Quanto è difficile vivere nella dimensione della carità!

Chi non vive nell'amore di Dio compie una fatica immane nel comprenderne la fantasia. 

L'uomo razionalista purtroppo ha voluto comprendere tutto e quanto non è stato in grado di capire l'ha eliminato dal suo orizzonte. Il razionalismo, di cui è impregnato il mondo (e che forse ha anche impregnato il nostro cuore), non ha capito assolutamente nulla del mistero di Dio. Solo chi sa fare silenzio; chi arriva a togliersi i sandali dinnanzi a questo roveto che brucia ma non si consuma potrà intravedere qualcosa. 

È questa la sfida: provare a rimettere Lui al centro. 

Prova, per un attimo, a lasciar fare alla sua infinita e provvidenziale fantasia.

Prova ad alzarti da quel lettuccio, prova a fare memoria di quanto Dio ha operato ed opera nella Tua esistenza. 

Lascia che gli altri possano dire, incontrandoti: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose!».

Sapete, ho imparato a non vergognarmi; a farmi vedere col nervo scoperto, fragile, ''precario'', perché so che Lui mi sostiene; e sostiene anche te. Ogni volta che aderiamo a Lui; ogni volta che «proviamo ad alzarci», passando dalla schiavitù alla libertà, entreremo con Lui nella Pasqua. Non c'è più bisogno di restare invischiati tra le maglie dei problemi, delle preoccupazioni, delle angosce perché in Lui e in Lui solo abbiamo trovato il "senso" profondo della nostra vita, quella "direzione" che dà consistenza e pienezza a ogni istante, ad ogni minuto del nostro vivere. 

Non scappare dalla realtà per nasconderti nelle "tane" delle "volpi" ma supera le logiche del mondo e dell'egoismo e lascia che questo Dio invada la tua vita! Davanti all’Incarnazione la mia individualità raggiunge la sua pienezza e il suo compimento quando è totalmente aperta all’altro. L’altro che incontro non è mai un “qualsiasi e generico” altro. Ogni singolo individuo, infatti, - come diceva H. Blaumeiser – è sempre espressione di una parola, di una singola e originaria Idea, che l’Amore, ha avuto nel chiamarlo alla vita.

#Stayhuman

 

 

 

Per meditare:

"Ogni dolore in noi e fuori di noi, ogni buio di Dio in noi e fuori di noi, ogni incomprensione di Dio, ogni sentirsi estraneo nei confronti di questo Dio, è perciò un incontro con colui che nel suo abbandono ci ha accolti completamente. Se aderiamo a questo con tutta la nostra vita, allora facciamo l’esperienza di Dio più alta ed abissale. Non può essere superata. Questa non è una riflessione. Questo lo sperimento soltanto se mi lascio trascinare continuamente in questa realtà. Così scopro il «Deus semper maior», il Dio che è sempre più grande. Soltanto se sperimento e riconosco Gesù nel suo abbandono da parte del Padre, anch’io posso abbandonarmi radicalmente a questo Dio e condividere il suo affetto per l’umanità e per il mondo. Se ripeto, in questo abisso di abbandono da parte di Dio, l’Abbà, Padre, allora sono giunto alla realtà ultima. Se mi metto in questa assenza di Dio, se la sopporto senza nessuna protezione e, malgrado ciò, mi abbandono completamente a Dio, allora il Regno di Dio c’è. Saremo quelli che, sperimentando l’abissale silenzio di Dio e degli esseri umani, ne sperimentano contemporaneamente la beatitudine; quelli che con Gesù possono dire ad ogni persona: «Sto dalla tua parte e porto il tuo peso»"

(K. Hemmerle, La nostra dimora, cit., pag. 19-20).