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Ogni sfida della vita è un’occasione!

 

 

“Voi siete nelle vostre case e noi celebriamo la liturgia senza l’assemblea ma sentendo che non siamo soli: siamo in comunione con voi, in comunione con Cristo. Questa tragedia, che speriamo si concluda presto, sta mettendo a dura prova non solo i sanitari, che con tanta generosità e competenza stanno dimostrando la sacralità del prendersi cura, ma anche tutti coloro che sono stati già vinti da questo nemico: loro, i familiari e tutti noi che ogni mattina ci chiediamo a che punto è il nostro nemico, quanto è lontano o vicino da noi. Momenti difficili che stanno anche risvegliando il senso dell’essere unti: i media stanno diventando i luoghi in cui suppliamo il nostro incontrarci nelle piazze e questo è molto bello. Ma il Signore oggi ci chiede di vivere questo momento storico da cristiani. Dobbiamo accogliere allora la Parola sua di oggi dentro il momento storico che viviamo: dentro le nostre paure, dentro le nostre insicurezze, dentro i limiti che ci sono stati imposti per la nostra salute. E dobbiamo vivere questo momento, direbbe Francesco d’Assisi, cercando di cogliere quale grazia c’è in tutto questo. Ogni difficoltà – lui dice – è una sfida: il Signore ci aiuta a comprendere qualcosa di nuovo. E una poetessa dirà: ogni sfida vuole misurare la nostra altezza, vuole vedere e far emergere da noi tutta la ricchezza che a volte il tran-tran quotidiano non permette di esprimere. Allora ecco la Parola di Dio che oggi abbiamo ascoltato entra dentro la nostra storia e la nostra storia interpella questa Parola. 

La prima lettura descrive proprio dove siamo: il popolo ha paura di morire. Dimentica che è stato tratto in salvo dall’Egitto, che il Signore è stato colui che li ha protetti dall’esercito del faraone e dubita. Quando soffriamo è chiaro che siamo portati a ribellarci e la ribellione sta nell’interrogativo con cui si chiude la pagina che abbiamo ascoltato: Il Signore è in mezzo a noi? Sì o no?

Tutte le volte che una sofferenza ci sfida, la domanda è: Ma dove è il Signore? Perché accadono alcune cose? Perché accadono eventi inspiegabili? Ma la risposta del Signore, come sempre, non è la risposta al ‘perché’ ma è la risposta al ‘come’ vivere questi momenti: se li viviamo come il Signore ci chiede, troveremo anche una risposta al ‘perché’.

Quello che è importante – ed è il salmo che ce lo ricorda – è “non indurire il cruore”: che la sofferenza non ci indurisca, che la paura non ci renda chiusi al fratello, chiusi alla Parola del Signore. Facciamo memoria di tutte le volte in cui abbiamo ascoltato nel nostro cuore la gratitudine per il Signore! Paolo ci dice che in qualsiasi difficoltà dobbiamo mantenere la speranza: questa fiamma che non deve mai spegnersi, anzi deve riaccendersi nelle difficoltà. E la speranza, ci dice sempre Paolo, è dentro di noi perché dentro di noi c’è lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo – ci dirà nella “Lettera ai Romani” – ritrasforma ogni sofferenza, ogni difficoltà in un grido. Un grido che non viene lanciato verso un cielo vuoto, ma ha un destinatario che è il Padre: «Abbà, Padre»!

La speranza ci è stata data come umani quando Dio ci ha creato, ci è stata rinnovata nel battesimo, e ci è stata poi rinnovata ancora nella cresima, in quel sacramento che ci ha reso e ci rende forti. In questo periodo ci stiamo abituando alla comunione spirituale: ricordiamoci anche della cresima spirituale. La cresima è il sacramento che ci dà la forza di amare nonostante le difficoltà. 

Ed ecco poi la stupenda pagina del Vangelo: un racconto che ha tuta la passione dell’amore di Dio, della pedagogia di Dio e del desiderio dell’uomo. Gesù è seduto e sta aspettando qualcuno. Ed ecco che arriva una donna, che non appartiene ai Giudei, che cerca acqua. E il loro dialogo ci dice come affrontare le difficoltà di oggi, come troveremo la speranza.

Gesù è lì ad aspettarla, ma la samaritana ha tutte le resistenze di chi ha avuto rapporti difficili (ha avuto cinque mariti) e ha difficoltà a fidarsi. Lei continuamente rilancia il dialogo perché non vuole cedere. Cerca di nascondere il suo cuore, moltiplica le obiezioni. E quando Gesù le dice «In questo hai detto il vero», le sta dicendo: Hai cercato di nascondere il tuo cuore, ma io ti aspetto. 

Questo il grande insegnamento che ci viene dato per affrontare questo momento difficile! […] Importante è parlare col Signore con forza, con grinta, dicendo a Lui tutte le nostre obiezioni, tutte le nostre difficoltà, tutta forse anche la nostra rabbia, tutto il nostro non capire quello che succede, perché solo se diciamo tutto al Signore potremo incontralo. Tutto ciò che non diciamo al Signore ci impedisce di incontrarlo. Allora accadrà la magia, accadrà il miracolo, […]  perché ogni sfida della vita è un’occasione per incontrarlo non perché così ci è stato detto, perché così è tramandato, perché così si dice… ma perché – come dice Giobbe – “Adesso io ti ho visto. Adesso so che tu sei il salvatore perché l’ho sperimentato”. In fondo, forse, ogni sfida della vita è un’occasione in più per lasciare le nostre teorie sul Signore e incontrare i suoi occhi, che ci aspettano. Ognuno di noi ha un pozzo di Sicar in cui lui ci aspetta e, nel momento in cui lo incontriamo, dentro di noi ci sarà una sorgente d’acqua viva”.

 

Omelia del 15 marzo 2020 di P. Giovanni Salonia