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fra Paolo Messina: il nuovo guardiano di Gerusalemme

Fra Paolo Messina, dopo essersi laureato a Catania in chimica industriale e aver intrapreso il cammino di formazione iniziale alla nostra vita cappuccina, emette la professione temporanea il 17 settembre 2003 a Nicosia. Concluso il periodo di formazione iniziale con la professione perpetua del 14 aprile 2007, lo stesso anno parte per Gerusalemme dove completerà la sua formazione teologica, studiando Sacra Scrittura presso lo Studium Biblicum Franciscanum: nel frattempo viene ordinato sacerdote il 28 giugno 2008 a Ragusa.

Fra Paolo, conclusa la licenza con la tesi su “Il sistema verbale dell’aramaico biblico. Un approccio linguistico-testuale”, rientra in provincia dove ricoprirà parecchi incarichi, tra i quali quello di guardiano, vicario parrocchiale, maestro degli studenti, consigliere provinciale e professore presso vari istituti teologici siciliani. Attualmente si trova nuovamente a Gerusalemme, dove dal 2020 è impegnato con la sua tesi di dottorato.

Lo scorso mese il nostro ministro generale, fra Roberto Genuin, lo ha nominato guardiano proprio della fraternità di Gerusalemme: “Io sono la luce del mondo”, succedendo così al nostro confratello indiano Fra Kevin Gregory Gonsalvez della provincia del Tamil Nadu-Nord, preghiamo dunque il Signore perché lo accompagni in questo suo nuovo ufficio e gli dia forza per continuare a testimoniare la fede cristiana in un contesto socio-culturale multietnico, segnato dal continuo confronto tra ebraismo, islamismo e cristianesimo.

A tal proposito abbiamo chiesto a fra Paolo di spiegarci brevemente che cosa rappresenti per lui Gerusalemme: “è un luogo che rappresenta una sfida per chi crede fortemente. Qui vivono insieme ebrei, musulmani, cristiani e nella fatica di tutti i giorni si cerca una convivenza pacifica e amichevole. In un certo senso possiamo dire che qui a Gerusalemme si può sperimentare la bellezza e la fatica della fraternità, che come cappuccini siamo chiamati a costruire e a testimoniare.”

In altre parole, vivere a Gerusalemme vuol dire anche riscoprire, riaffermare e crescere nella propria fede cristiana e nella propria spiritualità francescano-cappuccina mediante il confronto quotidiano e la ricerca di una fraternità, che sia capace di andare aldilà delle divisioni, per quanto profonde possano essere o sembrare. Dunque, a Gerusalemme la fede non è semplicemente pensata, studiata o professata, ma si “fa carne” nel quotidiano.

Inoltre, Gerusalemme, sempre secondo fra Paolo, è un imprescindibile punto di riferimento per ogni credente, perché “Qui c'è l'origine della nostra fede, c'è il contatto diretto con la terra, con la sua storia e con la rivelazione di Dio nella storia. Infatti, la nostra fede è una fede viva e concreta e qui in Israele tocchiamo e vediamo la concretezza della nostra fede”.

La nostra presenza cappuccina a Gerusalemme è, quindi, fondamentale, non solo perché siamo una presenza cristiana in un territorio, in cui di anno in anno si vede diminuire il numero dei fedeli, ma anche perché “ diamo l'opportunità di stare qui, a Gerusalemme, a chiunque volesse venire per un momento di ritiro spirituale, di preghiera ma anche di studio in un clima fraterno, ospitale”, cioè a chiunque volesse ritrovare le origini della propria fede, sperimentandone la concretezza e cercando di incarnare nella vita di tutti i giorni l’insegnamento del Cristo e l’esperienza di fraternità del nostro serafico padre San Francesco.