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Incontro dei cappuccini d'Europa: una settimana dopo...

A pochi giorni dalla conclusione dell’incontro dei cappuccini d’Europa dal titolo: “I Cappuccini in Europa. Il sogno della fraternità”, abbiamo pensato bene di contattare un nostro confratello, che, avendovi partecipato, ci potesse condividere la sua esperienza: si tratta di fra Onofrio Farinola della provincia religiosa di Puglia.

Fra Onofrio Farinola, attualmente Segretario dell’Istituto Francescano di Spiritualità presso la Pontificia Università Antonianum (Roma) e docente di Teologia Pastorale Francescana presso la stessa Università e di Teologia presso L’Istituto Superiore di Scienze Religiose a L’Aquila, è frate dal 15 settembre 2001, quando emise la professione temporanea presso il Convento S. Antonio di Lamezia Terme (Catanzaro). Ordinato sacerdote il 24 novembre 2007 a Molfetta (Bari), ha conseguito la licenza in teologia pastorale presso la Pontificia Università Meridionale di Napoli nell’ottobre del 2015, discutendo la tesi dal titolo: “Tonino Bello e Papa Francesco: per una profezia di compassione”, e il dottorato presso la Pontificia Università dell’Italia Meridionale di Napoli il 4 aprile del 2019, discutendo la tesi intitolata: “Il Cantico delle Creature. Per una pastorale della salvaguardia del creato oggi dalla Scrittura alla parrocchia”. È stato vicario parrocchiale, segretario provinciale, parroco, vice-segretario generale dell’ordine e soprattutto, per quel che ci riguarda, segretario della commissione preparatoria per l’incontro, appena svoltosi a Czestochowa dall’11 al 16 ottobre 2021, a cui ha anche preso parte come relatore con un intervento dal titolo “Essere Frati Cappuccini per quale Mediterraneo oggi in Europa?”.

A fra Onofrio abbiamo innanzitutto chiesto quale tra le tematiche trattate (l'Europa oggi; sfide della nuova evangelizzazione in Europa; aggiornamento delle strutture cappuccine in Europa; progetto S. Lorenzo da Brindisi; formazione iniziale dei cappuccini in Europa; pastorale giovanile e vocazionale in Europa) sia stata quella più interessante e coinvolgente, ma a quanto pare “dopo ogni relazione degli invitati, seguivano dibattiti animati e condivisi. Ogni argomento trattato ha provocato momenti di discussione, magari qualche volta anche accesi, ma sempre nello spirito del confronto”. Tra l’altro ai momenti di confronto in aula con i relatori ne seguivano altri durante i lavori di gruppo pomeridiani, i cui contributi venivano sintetizzati e presentati a fine giornata in seduta plenaria.

Sempre secondo fra Onofrio, il clima è stato particolarmente fraterno, perché si avvertiva “l’esigenza di ritrovarsi per discutere insieme, confrontarsi, dialogare, condividere le proprie idee”, esprimendo anche la gioia di incontrarsi di presenza, soprattutto dopo la pandemia.

Gli abbiamo poi domandato se e quali sono i frutti maturati durante questo incontro ed egli molto francamente ci ha risposto che “i frutti non si vedono subito, ma certamente saranno destinati a maturare in tempi non lontani. Anche perché tutto è stato rimesso alle decisioni del Ministro Generale e del suo Consiglio, perché possano fare sintesi di ciò che è emerso” e poi ha continuato dicendo che in ogni caso “tra i convenuti si respirava un’aria di cambiamento, consapevoli che questo momento, per certi versi anche doloroso, è comunque carico di speranza e orienta l’Ordine a guardare avanti e oltre, avendo il coraggio di nuove e profetiche decisioni” perché a suo avviso “il cambio di passo non è mai rottura col passato, ma capacità di adattare il nostro specifico carisma al contesto attuale della Chiesa e del mondo, accogliendo la novità del Vangelo e il richiamo dell’attuale magistero. Siamo in un tempo di cambiamenti, tante cose sono cambiate e sono destinate a cambiare, e noi Frati Cappuccini avvertiamo la necessità di far fronte a queste urgenze nello spirito della collaborazione.

Dopo, avendogli chiesto se ci fossero in vista altre iniziative o incontri o attività in continuità con questo evento, ci ha riferito che “dal 6 al 9 gennaio a Roma s’incontreranno il Ministro Generale e il suo Consiglio con i presidenti delle Conferenze per avviare un cammino di discussione condivisa” e che i partecipanti “hanno espresso il desiderio di rinnovare un incontro di questo genere ogni due anni” perché, continua fra Onofrio, “Si avverte il bisogno di parlarne, discutere, confrontarsi per attivare sempre nuovi processi che orientano l’Ordine.

Sempre a suo dire “Si è anche avvertito il bisogno di rafforzare le fraternità San Lorenzo con nuovi progetti, che saranno discussi dal Consiglio Generale e verranno proposti prossimamente” nel tentativo “di aiutare le singole Circoscrizioni a rinnovarsi nello spirito della fedeltà al nostro carisma cappuccino secondo le nuove modalità e le nuove urgenze storiche, sociali, culturali ed ecclesiali”.

 

Ringraziamo, dunque, fra Onofrio per la sua disponibilità e per aver condiviso con noi la sua esperienza e lo affidiamo al Signore, perché lo accompagni nel suo cammino personale e gli dia forza per portare fedelmente avanti i suoi uffici in seno all’ordine. Pace e bene!