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Cappuccini a Caltagirone tra fede e arte

La presenza dei cappuccini a Caltagirone risale al lontano 1540, quando venne edificato il primo convento a circa 3 km di distanza dalla città, in contrada “Semini o Simigni”. Successivamente nel 1585 l’aria malsana della zona impose un trasferimento della fraternità, per cui il municipio del tempo provvide alla costruzione di un nuovo convento vicino la Chiesa di S. Maria Odigitria.

Nel corso dei secoli la chiesa conventuale vide la realizzazione di un artistico reliquario nella cosiddetta “Cappella delle reliquie”, soprattutto grazie all’apporto di p. Innocenzo Marcinò, che, originario di Caltagirone e ministro generale dell’ordine dei frati minori dal 1643 al 1650, in virtù del suo ufficio viaggiò parecchio in Europa e nel corso di questi suoi lunghi viaggi ebbe la possibilità di raccogliere gran parte delle suddette reliquie: tra queste ricordiamo la copia della Sindone che, realizzata nel 1649, si trova ancora oggi conservata presso la sacrestia, annessa alla Chiesa del nostro convento.

P. Innocenzo Marcinò morì in fama di santità, per cui le sue spoglie mortali furono custodite e venerate con grande devozione nel convento di Caltagirone, facendolo diventare un centro di pellegrinaggio.

Il convento di Caltagirone, soppresso nel 1866, venne riaperto nel 1955 e, divenuto erede dello stile di vita del venerabile p. Innocenzo Marcinò (che seppe coniugare fede e cultura nella sua attività apostolica), si è sempre contraddistinto per questa duplice attenzione alla fede e all’arte: alla fede non solo vivendo il proprio carisma e servendo la chiesa locale, ma anche continuando a coltivare presso il popolo la devozione al venerabile p. Innocenzo; e all’arte non solo conservando, tutelando e restaurando il gran patrimonio artistico cappuccino, che nel corso del tempo lì si venne a concentrare, ma anche con la realizzazione di un monumentale presepe permanente nel 1992 e l’allestimento di un museo nel 2014.

Per gran parte di questo indefesso lavoro la nostra fraternità provinciale deve il suo ringraziamento  all’attuale fraternità di Caltagirone, cioè a fra Antonino Nestler (al centro), che, entrato in noviziato nel 1944, emise la professione perpetua il 30 aprile del 1950 e fu ordinato sacerdote l’ 8 giugno del 1952; a  fra  Marcello Vinci (a sinistra), che fu ordinato sacerdote il 6 giugno del 1952 a circa tre anni dall’emissione della professione perpetua l’1 novembre del 1949; e a fra Giorgio Tortorici (a destra) che fu ordinato sacerdote il 28 ottobre 1983 circa un anno dopo dal suo incorporamento definito nell’ordine con la professione perpetua del 25 settembre 1982.

 

Il presepe monumentale permanente

Il presepe monumentale permanente fu allestito nel 1992 all’interno della cripta sottostante la chiesa. Fu realizzato mediante statue di terracotta, donate dai ceramisti locali ed è particolare, perché, seguendo un apposito percorso, è possibile ripercorrere tutta la storia della salvezza dal peccato di Adamo ed Eva alla morte e resurrezione di Gesù.

 

 

 

Museo “Padre Innocenzo Marcinò da Caltagirone”

Il museo espone il patrimonio artistico cappuccino della provincia dei frati minori cappuccini di Siracusa. In realtà gli spazi allestiti non sono sufficienti a contenere il vasto patrimonio costituito da paramenti sacri, ori, argenti, dipinti, sculture, ceramiche, decori lignei, “in cui emergono la perizia e l’ingegno di artisti famosi e anche l’estro creativo di umili frati che, in un passato non molto lontano, affiancavano alla preghiera e alla meditazione l’esercizio dell’arte”, come scrive il prof. Paolo Giansiracusa.

Accanto al museo si trova la chiesa dei Frati Minori Cappuccini, dove oltre alla già citate “Cappella delle reliquie” e alla copia della Sindone, si possono ammirare anche alcune opere di Filippo Paladini: il quadro di S. Maria Odigitria e due quadretti di S. Agata e S. Lucia