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Rubrica - Conventi antichi - Enna

 

Fino al 1927 la città era nota come Castrogiovanni, ed ebbe il primo insediamento capp. nel 1534, i quali si stabilirono nella valle sottostante, nel sito “Destra”. Nel 1587, a causa della distanza dal centro, costruirono un altro convento dove sorge la città, accanto alla preesistente chiesa di S. Paolino da Nola, ricevuta in dono, sostituendo il titolo con “Maria SS. delle Grazie”. Dopo la soppressione (1866) il demanio, divenuto proprietario dell’immobile, autorizzò un solo frate per il culto nella chiesa. La medesima autorità concesse l’uso del convento alla congregazione “Boccone del povero” per stabilirvi un ospizio di mendicità: tale situazione si è protratta fino al 1967. Durante gli anni Trenta del XX sec. i capp. ritornarono e coabitarono con i nuovi ospiti ma in condizioni di disagio. Con la partenza  delle suore, chiesa e convento si sono degradati. Nel 2006 il Comune ha intrapreso una profonda opera di restauro della struttura, per destinarla alla pubblica utilità. Vi si conservano un dipinto di Mario Minniti raffigurante S. Carlo Borromeo, un altro di autore ignoto, raffigurante Le  stimmate di S. Francesco, e un artistico reliquario ligneo.

 

Da "Storia di Castrogiovanni" di p. Giovanni dei Cappuccini

 

L'origine e fondazione del venerabile convento dei Cappuccini fu nell'anno 1534 e si fabbricò detto convento nella valle tra Calascibetta e Castrogiovanni, a parte destra vicino al convento delli padri basiliani, tempo fu innanzi al '400, e che insino al  presente vi si vedono le vestigia tanto dell'uno quanto di quello dei padri Cappuccini essendoci ancora intatta la chiesa da dove ne uscirono tanti illustri e decorosi religiosi Castrogiovannesi in dottrina ed in santità di vita, e ne dimorò detto convento in detta valle per lo spazio di anni 24.

Essendo allora l'infermeria nella città,  che sono quelle case o palazzetto  dietro o collaterali al Convento dei padri Benfratelli, o dell'originale di San Giacomo, dopo poi trascorsi quegli anni di sopra accennati, abbandonarono detto convento e fabbricarono il convento nuovo dentro la città, dove sono e si ritrovano al presente che fu nell'anno 1558, dove vi era situata la Chiesa di San Paolino vescovo di Nola,  e la città ci concesse detta chiesa solo al suddetto tempo,  nella quale Chiesa quindi si vede una cappella con il quadro di detto Santo. Di poi ottennero detti Padri dalla Sacra Congregazione  in  breve che detta Chiesa fosse nominata sotto il titolo di 'Maria della Grazia' e come si vede nel quadro dell'altare maggiore degno di ammirazione.

 

 

 

Nella venerabile chiesa di questi Padri Cappuccini, fra le altre cose più notabili, è degno di ammirazione quale quadro che si vede nella cappella del gloriosissimo San Carlo Borromeo come questo quadro sia di Mario Minniti.

 

 

 

 

 

 

A questo famosissimo quadro di San Carlo li fa corona un bellissimo  reliquario con altri due quadri laterali uno del beato Serafino e l'altro del beato Fedele dei quali tutte tre calando in giù coprono le reliquie, situate bene in una scolpita bacheca di legname, che l'occhio resta invaghito di si nobile architettura.
Qui tra le altre reliquie insigne vi si adorano tre corpi interi: uno del gloriosissimo San Giulio, il secondo del gloriosissimo San Nicandro e il terzo del gloriosissimo Santo Floridiano. Il cranio del gloriosissimo San Felice da Consalice, cappuccino, un pezzo d'abito del serafico San Francesco, l'unguento della Maddalena e molte altre.. ne fanno un santuario di devozione..

Tutte queste ricchezze ben fatte e ordinate muovono al allegrezze e giubilo ad ogni cuore che s'adora,  celebrandosi la festa due volte all'anno una gli agli inizi di agosto per il gloriosissimo San Giulio e l'altra il primo di novembre giorno di tutti i Santi con un numeroso concorso delli paesani.
 
 

fonti: www.lexiconcap.com; www.ilcampanileenna.it