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Fra Vittorio Midolo: il testamento spirituale.

Al Dio Padre Autore della Vita, al Dio Figlio Luce che orienta i nostri passi, al Dio Spirito Santo Soffio Vitale, sia Lode e Gloria nei secoli.

Io frate Vittorio, sacerdote, consegno queste mie parole a quanti, Fratelli e Sorelle, il Signore mi ha concesso di incontrare nella vita.

Il cammino dell'uomo è fatto di molti passi e ogni passo è custodito dalla relazione con Dio e con i Fratelli.

Sono molti volti che ho incontrato lungo il mio cammino terreno e ogni volto è impresso nella mia mente e nel mio cuore, e per ognuno di voi sono grato a Dio per l'esperienza compiuta.

La Vita è una grande storia d'Amore, amare ed essere amati e sono le due ali che innalzano l'uomo verso altri orizzonti, se questo amore è totale e gratuito l'Uomo raggiunte lo raggiunge l'Orizzonte Divino.

Quante volte ho fatto esperienza di questo Amore, ricevute donato:

l'Amore Materno di chi genera e accorda il suo respiro con la sua Creatura;

l'Amore Paterno di chi sostiene e dà vigore nelle intemperie della Vita;

l'Amore Fraterno e Amicale che riscalda il cuore e che talvolta ti affianca nel sostenere il peso della croce.

Non di rado il rado il peccato ha segnato negativamente la relazione d'Amore con i Fratelli che il Signore mi ha donato:

quante volte i miei occhi non hanno saputo accogliere l'altro desideroso di Perdono,

quante volte il mio cuore orgoglioso è stato incapace di chiederlo il perdono,

quante volte la mia lingua, come spada affilata, ha ferito il Fratello inerme.

Sono tante le mancanze di cui devo render conto a Dio e ai Fratelli.

Sembra quasi che quando un uomo muoia, muoiono con lui anche i suoi limiti,

sembra rispettoso o quasi doveroso parlar bene di chi è tornato alla Casa del Padre,

forse lo si fa per alleviare il dolore la sofferenza

tuttavia con schiettezza e serenità vi dico: sono peccatore!

E ve ne chiedo perdono: “Il mio peccato mi sta sempre dinanzi” (Salmo 50).

Ma non mi scoraggio, perché a fianco a me c’è Colui il quale il peccato l'ha vinto,

Il Cristo che donando la Sua Vita per me, mi ha salvato.

Dio Autore e Fonte di ogni vocazione mi ha chiamato a vivere

e a fare esperienza nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini,

donandomi fratelli da custodire e amare.

La sfida di vivere con chi non hai scelto, ma che ti è stato posto accanto, è difficile

ma, vi assicuro, un'avventura esaltante, perché esaltante è

 rispondere in maniera totale al Progetto che Dio ha per Ciascuno di noi.

E in questa grande avventura che è la vita, la sofferenza ne è parte integrante.

Nella mia esperienza la Sofferenza è stata risorsa e maestra,

e mi ha reso capace di assaporare gli attimi di eternità che la vita regala.

Sono tanti i “cirenei” che mi hanno aiutato a sostenere il peso della sofferenza,

ma il primo cireneo è stato il Signore che mi ha concesso di non perdere mai la speranza

e il sorriso che porto scolpito sul volto.

La mia anima possa trovare grazia al cospetto di Dio,

le vostre preghiere ed il vostro affetto possano intercedere presso il Padre,

e da parte mia vi assicuro le mie preghiere e la mia intercessione,

in questa unica grande famiglia che è la Chiesa di Cristo,

Chiesa terrena e Chiesa celeste.

Riflettete, fratelli miei, sul valore della vita,

di questo dono prezioso che abbiamo il dovere di custodire.

Come treni in corsa, talvolta, non vediamo il mondo che ci circonda,

siamo ciechi dinanzi alle necessità del fratello:

arrestiamo la nostra corsa e consideriamo ciò che nella vita che ha veramente valore.

Solo quando il mio sguardo si è incrociato con gli Ultimi

ho vissuto realmente momenti di beatitudine.

Che il Signore possa rasserenare i vostri cuori,

consolare il vostro dolore, con la certezza che

“se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo;

se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24);

che il frutto della mia vita possa essere raccolto da quanti mi amate.

Su tutti voi scenda copiosa la Benedizione del Signore.

A lode e gloria della Santissima Trinità. Amen.

Fra’ Vittorio Midolo.